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BIELLA BEERFEST 2010 PDF Stampa E-mail

 

Prima edizione del Biella BEERFEST: la Delegazione AIS Biella, in collaborazione con gli amici della Delegazione AIS Vercelli, sarà presente per tutta la durata dell'evento (dal 3 al 12 settembre) per promuovere il corso di primo livello che inizierà il 27 settembre e per presentare le iniziative dell'Associazione.

Tutti i Sommelier interessati a collaborare sono i benvenuti. Per qualsiasi informazione si prega di contattare Luciano Gandini Cell.: 335 6017641 - email:   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 

 
Nuovi corsi primo e terzo livello. PDF Stampa E-mail

 

 

Diventare Sommelier oggi è facile!

 

 

Sono aperte le iscrizioni per i corsi di primo e terzo livello che avranno inizio a partire

da fine settembre.

Per saperne di più consulta la sezione corsi.

 
Giro in Battello con aperitivo PDF Stampa E-mail

VIVERONE

 

Venerdì 2 luglio 2010.

Gita in battello con aperitivo.

L'erbaluce incontra il Lugana.


Un immagine che da un lato richiama le similitudini: due laghi, due
vini. Ma che dall'altra ha una voce che parla di sistemi, di realtà
molto diverse. Conosciamo la nostra del lago di Viverone mentre sarà
interessante mettere orecchie, ma soprattutto naso e lingua in quella del
Lugana.
Avremo ospite il sig. Fabrizio Macchi, Consigliere del Consorzio del
Consorzio del  Lugana per illustrarci la realtà vitivinicola della zona
adiacente al lago di Garda .

Mentre ci godremo il relax di una gita in battello sul lago, inizieremo
con l' assaporare la piacevolezza di un aperitivo a base di spumante in
abbinamento con gustosi stuzzichini.

Lugana spumante Soc. Agricola F.lli Fraccaroli
Erbaluce spumante Pozzo

Seguirà una degustazione d' Erbaluce e di Lugana: diversità, similitudini,
confronto tra prodotti che hanno caratterizzato la storia, la cucina della
gente di lago.

Leggi l'articolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Sauvignon... cosa mi racconti? (Il vino e i suoi profumi). PDF Stampa E-mail

aromi

 

 

Sabato 12 giugno 2010.

 

Sauvignon . . . cosa mi racconti?

 

(Il vino ed i suoi profumi).

 

 

La delegazione di Biella propone una  giornata di studio dei sentori.

Sabato 12 giugno 2010  alle ore 18,00

presso Cascina Molino Torrine di Cavaglià.

La giornata, oltre ad essere finalizzata alla degustazione di Sauvignon, propone la scoperta dei sentori che contraddistinguono questo vitigno ed altri, cercandoli nella natura che ci circonda.

Quante volte nelle degustazioni abbiamo sentito nominare “profumi di fiori d’Acacia… ma quanti hanno visto e annusato l’Acacia… così come molti altri
aromi, spezie, fiori?
Vivendo fortunatamente in un area verde, Noi biellesi siamo circondati da una varietà infinità di profumi ed in questo periodo la natura sta dando il meglio di se ….. perché non approfittarne?
Inebriamo l'olfatto di sensazioni!
La dott.ssa Sabina Blank ci illustrerà, durante la visita guidata nell'erbolario, le proprietà delle erbe aromatiche. Collateralmente sarà allestito un banco di test olfattivo ricco d'innumerevoli sentori naturali (a voi di trovare quelli del sauvignon e di molti altri vini!!).
Disporremo anche della valigetta “Le nez du vin“ per riconoscere ogni sfumatura e differenza tra i sentori chimici e quelli naturali.

A tavola dalle ore 20 proseguiremo con la degustazione di:


Sauvignon 2008 Schiopetto
Sauvignon 2008 Jermann
Sauvignon 2008 Cant. di Terlano
Sauvignon 2008 Cant di San Michele Appiano

… per finire: abbinamento cibo e vino.


Il menu prevede piatti sfiziosi con preparazioni che utilizzano le erbe aromatiche della cascina Molino.

 

Ritrovo ore 17.30 presso Cascine Molino Torrine - Cavaglià.

Il costo dell evento è di Euro 33,00 per persona.

Sono disponibili 40 posti e vi preghiamo di dare la vostra adesione entro l'8 giugno 2010 telefonando alle seguenti persone:

Aquili Claudio 015 98 11 74 - Torrione  Dario 015 25 38 028

Gandini Luciano 335 60 17 641 - Federica Ogliaro 346 75 31 548
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Degustazione 5 Bourgogne bianchi. PDF Stampa E-mail

 

 

Bourgogne

 

Martedì 20 aprile 2010.

 

Degustazione di 5 Bourgogne Blanc.

 

Hotel Astoria a Biella.

 

Con la partecipazione del Nostro Presidente  

Fabio Gallo che giuderà la la serata.

Programma

 

 

 

 

 
Sideways 8. Uruguay, vendemmia pasquale e surf a natale. PDF Stampa E-mail

uruguay

  Sideways by Ermanno Mino     CAPITOLO 8   VENDEMMIA PASQUALE E SURF A NATALE

 

 URUGUAY, OVVERO  DOVE SI VENDEMMIA A PASQUA E SI FA SURF A NATALE

 

Il primo dato che salta all’occhio è che stiamo curiosando un paese dove le pecore sono 3 volte piu' numerose degli umani

Un tessile fatto di lana ahimé meno pregiata in termini di materia prima e che ha perso in 4 anni il 70% delle sue industrie; la grande crisi del mercato tipico di sbocco, quello USA, e la conquista dello stesso da parte degli esportatori cinesi stanno chiudendo una pagina storica, molto legata a Biella .

 

Una capitale squadrata, quasi su pianta romana, dove perdersi è praticamente impossibile, ma che non offre allo stesso tempo locali “giusti” per poter andare a gustare il vino.

 

Un paese dove circolano ancora molte auto anni 30 , 40, 50,  colori impossibili;  quando una "scoppia", diventa fonte di pezzi di ricambio. Il fil di ferro fa la sua onesta , decorosa parte

Una squadra di calcio, il Penarol, fondata da immigrati piemontesi, appunto di Pinerolo

 

Un villaggio composto invece di discendenti di russi fuggiti all'epoca della Rivoluzione d'Ottobre, sono ancora lì in mezzo alla campagna tra Montevideo e Paisandu. Forse sarebbe tempo che qualcuno li informi che i tempi sono cambiati, o forse va mantenuto vivo l'ideale  gemellaggio con gli ultimi soldati giapponesi novantenni che ancora sparano ai turisti americani nell'arcipelago indocinese.

 

La seconda spiaggia piu' ambita del Sud America, la punta de l'Este; il miglior ristorante di pesce lì è pero' basco, con tanto di bandiera irridentista e con quelle facce e quei nomi che solo i baschi esibiscono.

Sì le facce dure dei baschi, quei cognomi impronunciabili tra l'ungherese ed il finnico, personaggi  che qui mantengono viva la "differenza"; forse la lontananza è il fulcro per continuare a crederci.

 

L'altro pesce, quello per uso industriale, è pescato da antiquati pescherecci russi che consegnano gli oli di spremitura a  trasformatori locali.

 

Un paese, grande come metà della Germania, che dopo la seconda guerra mondiale era chiamato "La Svizzera del Sud America" e che ha man mano perso di importanza e di credibilità, rifiutando orgogliosamente di "assoggettarsi" politicamente agli yankees.

Un paese dove l'abitudine alimentare del nativo è permeata di carne arrosto da mane a sera; questo comporta ahimé una delle piu' elevate % di tumori allo stomaco del pianeta.

 

Non tutto è negativo :l'allevamento era e resta la fonte principale di sostentamento per la popolazione, con l'agricoltura.

A sua volta cio' genera la sparizione di particolari forme di vegetazione, quali le palme del genere

"Butia capitata"; un tipo d'albero di basse esigenze di suolo e clima, fruttifero ( la popolazione dell'area di Rocha si nutre con i suoi frutti

 

Di rilievo anche la coltivazione dell'Eucalipto, 550.000 ettari sono qui su 13 milioni di ettari sparsi per il pianeta; come con lo struzzo nel mondo animale, è un albero polivalente per esser utilizzato per intero : mobili, carta, essenze anti affezioni respiratorie, insetticida.

 

Poi il riso . qui si producono 1,3 milioni di tonnellate di riso, con resa 7290 kg /ha; 90% del riso coltivato finisce all'export. Manca ancora un piano regolatore di queste coltivazioni  e la loro efficace gestione (il secondo anno di raccolta sullo stesso podere dà risultati inferiori)

 

6 milioni d'ettari sono poi dedicati alla Laguna Merin, costa atlantica, tra Uruguay e Brasile; è un ecosistema unico e ricco sia di specie vegetali che animali, rifugio importante per milioni di uccelli migratori.

 

Il Vino

 

I Numeri 

Enologicamente parlando, siamo entro i crismi dei sacri tomi : latitudine tra 30 e 35 Sud

I primi intenzionati a diventare  produttori di vino in Uruguay arrivarono qui  dalla Spagna nel 17° secolo; c’è un documento cartaceo del 1776.

Per datare comunque un primo vigneto commerciale, come oggi si intende, dobbiamo risalire al 1870

 

Oggi contiamo all’incirca 10.000 ettari, un numero apparentemente consistente, in realtà vale 1/5 della superficie vitivinicola dell’ Austria o sovrapponibile a quella del Baden Wuerttenberg in Germania.

 

Produzione intorno ai 90.000 hl.

270 i produttori censiti, molti di loro sono discendenti da famiglie spagnole ed italiane; 86% delle imprese contano una superficie di proprietà sino a 5 ha.

Solo lo 0,3 % di loro conta piu’ di 50 ha

 

I suoli sono in prevalenza costituiti da arena e argilla

Il 60% della produzione è a nord di Montevideo, dipartimento di Canelones

Aree nuove di interessante sviluppo sono Colonia e Carmelo nel Sud ovest, piu’ radicata la viticultura in Cerro Chapeu ai confini con il Brasile al Nord, ed infine Capinteria ed El Carmen, di teorico grande potenziale, nell’area centrale del paese

Il clima è umido e subtropicale, la temperatura media annuale nelle area destinate alla viticultura vale 18°C; si puo’ assimilare Canelones a Bordeaux e il Rio de la Plata alla Gironda. Buoni i valori pluviali, che rendono inutile l’irrigazione.

 

L’organo di controllo è l’ INSTITUTO NACIONAL DE VITIVINICULTURA (INAVI), di recente fondazione (1987). I produttori associati lo finanziano; il direttivo è costituito da 9 persone, 6 rappresentanti delle  imprese, 3 dello stato .

La classificazione passa dal vino da tavola al VCP (vinos de calidad preferente); un apposito laboratorio (il LATU, Laboratorio tecnologico del Uruguay)si preoccupa di valutare la % alcool, l’acidità, i solfiti (all’esportazione non va passato il 200 mg/l)

 

La capsula porterà  il sigillo dell’INAVI in forma di numerazione singola; i dati in etichetta non dissentono molto dalla vecchia regola europea; gli obblighi di citare l’anno di produzione valgono solo per vini con piu’ di 85 % di un componente guida nell’uvaggio.

 

I Vitigni

Il paese produce vini bianchi e vini rossi; schiacciante la preponderanza di questi ultimi, legati al vitigno –faro: il Tannat. Altri vitigni a bacca rossa coltivati sono  Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot and Syrah; i vini nascono sovente da uvaggi tra questi il Tannat, ma si incontrano anche vini rossi prodotti singolarmente da questi vitigni

Tra i bianchi, recentemente comunque in crescita, emergono Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Blanc, Viognier, Riesling, Muscat e Gewurztraminer. Un discorso a parte merita il Torrontes Riojano, di chiare origini spagnole e famoso anche in Argentina; come il Tannat sembra aver trovato qui la sua patria d’elezione.

 

Il Vitigno Principe

 

Il Tannat ha origine ed è tuttora presente nelle regioni pirenaiche di influenza basca della Francia, prime fra tutte il Madiran; qui spesso genera uvaggi in abbinamento a Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc; che ne smorzano la considerevole tannicità.

L’impiego mirato delle barriques, che ne addolciscono le note tanniche, ha aiutato il rilancio di questo vitigno a livello francese nell’ultimo decennio.

Proprio in Francia l’enologo Patrick Ducorrnau ha sviluppato nel 1990 il processo di micro ossigenazione, lavorando all’affinamento di campioni di Tannat indigeni

Si deve peraltro ad emigranti baschi l’arrivo in Uruguay del vitigno nel secolo 19mo; da qui sarebbe poi approdato anche in Argentina

Il Tannat Uruguagio, localmente chiamato anche Harriague, si distingue da quello europeo per una testura piu’ morbida, tannini meno aggressivi sin dalla gioventu’.

Al primo impatto al naso, nel mezzo di un bouquet molto ampio, primeggia la mora; prima di lasciare spazi importanti and un ricco pourpouri’ di aromi terziari.

Sono vini molto “corposi” ma eleganti e denotano spiccata tendenza all’invecchiamento

 

L’Export

Un’esportazione molto parcellizzata, piu’ di 40 paesi;  Brasile e Usa ne assorbono  una fetta importante; pressoché inesistente l’Italia, superata anche dalla Polonia

 

Analisi generale sull’esportazione del vino dell’Uruguay nel periodo 2000-2006

 

Litri

Fatturato

USD FOB

Vino in bottiglia in valore USD

Vino in bottiglia in volume

2000

3208597

7024478

98,95 %

 %

2001

2590043

6263400

99,13 %

 %

2002

2226387

4637377

98,63 %

 %

2003

1762656

3901302

99,13 %

 %

2004

1210336

3294755

98,96 %

 %

2005

1438101

4174004

96,2 %

91,6 %

2006

3581014

5534316

91,6%

47,7 %

 

Nota : Aumentando la  vendita dello sfuso nel 2006 ( significativo l’incremento in litri), si percepisce un notevole calo del valore medio in termini di fatturato; prezzo medio del 2005 : 2,86 US $ /litro contro 1,55 US $ nel 2006

 

Un Emigrante del vino “che ce l’ha fatta”

 

Abbiamo visitato l’azienda della Famiglia Pisano

 

Daniel Pisano ci ha fatto da guida raccontandoci che la storia della sua famiglia in Uruguay comincia nel 1870, quando il ligure Francesco sbarca per primo in quelle terre .

Una valigia piena di speranza e la scorza dura dei liguri bruciati dal sole e sbattuti dal vento.

Nel 1914 anche suo figlio Cesare Secondino Pisano, con soli pochi dollari in tasca e tanta speranza, arriva nella capitale, ma sceglie di stablirsi a Progreso, una zona con tantissime ore di sole/anno

Siamo usciti in vigna, i suoli sono argillosi e calcarei  e le viti disposte su declivi esposti alle fresche correnti dell’Oceano Atlantico.

Un paesaggio morbido, che ti fa sentire subito a tuo agio; la vigna è incastonata qui meglio che ovunque, sembra che sia nata prima essa del terreno su cui poggia.

Pensi subito a cosa potrebbe essere quella distesa se non fosse incisa da quei filari ordinati che ne scandiscono le forme.

Ceppi di rose sbadigliano al vento all’ingresso dei filari; sembra di essere proprio sulle alture liguri

Un ceppo ancora produttivo vanta piu’ di 100 anni, è rimasto solo lui, vivo testimone di quella manciata di barbatelle di Barbera, Nebbiolo, Sangiovese, Lambrusco importate per prime, sradicate da quei filari di famiglia ove già si produceva uva in Liguria nella seconda metà del 1800

Daniel me lo mostra orgoglioso accarezzandolo, come si fa con il nonno assiso a capotavola nei giorni di festa

Il matrimonio di Cesare con dona Maria Elsa Arretxea, chiarissima origina basca, porta in dote il Tannat e cambia la storia della famiglia , che intanto nel 1924 ha prodotto il primo vino e la conseguente cantina.

Oggi gli ettari a vite sono 30 di cui 15 coltivati presso la cantina a Tannat, Cabernet Sauvignon, Merlot, merlot e Chardonnay.

Per raggiungere gli altri 15 ettari bisogna spostarsi piu’ a nord; qui ritroviamo Tannat, Syrah, Pinot Noir, Viognier, Petit Verdot,

La produzione globale dell’azienda sfiora oggi le 400.000 bottiglie, produzione molto legata agli standard europei; il laboratorio, ben strumentato e con i giusti spazi per il lavoro, ne è l’immagine

La barrique fa capolino con moderazione, quasi scusandosi di esserci; ; qui è la terra che imprime le caratteristiche al Tannat, non occorre l’apporto tecnologico di cantina come nel Madiran

 

Fuori  da questa visita, che è già ahimé datata, abbiamo degustato di recente altrove il  loro

TANNAT RESERVA PERSONAL DE LA FAMILIA 2004

Prodotto da 100% Tannat. Vendemmia verde, selezione dei grappoli, fermentazione fredda, il tutto mirato a salvaguardare per conservare il carattere fruttato.

Tocco di seta alla testura tramite breve passaggio in barrique di rovere francese

L’equilibrio è buono, i tannini sono giunti a completa maturazione, l’acidità è giusta.  Il 14% di alcool gioca il suo ruolo in cotanto corpo, ma non “asciuga” affatto in bocca. In naso avremo percepito grappoli di more e prugne della California a go-go. L’abbiamo provato su arrosto al forno di agnello; certamente da maritare anche con l’Asado (tpico piatto locale di carne bovina arrostita a fuoco vivo), come con preparazioni di maiale, vitello e selvaggina. Grande impronta sul parmigiano.

 

 

La salute

 

Abbiamo detto tutto il bene possibile del Tannat; aggiungiamo infine le caratteristiche terapeutiche attribuitegli

 

Il quadro clinico è indubbiamente interessante

 

Capacità

Antiossidante

%  Inibizione

    T B A R S

Oggettivamente il Tannat presenta caratteristiche antiossidanti da leader massimo, quindi in grado di rallentare piu’ di altri vini rossi i processi metabolici di ossidazione delle cellule e la capacità di inibire al meglio la deposizione di “collanti”  che catturano i grassi sulle superfici delle  arterie. 

Concettualmente un antiossidante nell’organismo umano è sostanza capace di combattere i famosi RL, Radicali Liberi. Essi sono prodotti nel nostro organismo, sono altamente reattivi  e per questo generano processi ossidativi che inficiano progressivamente componenti cellulari ed extracellulari, accelerando i processi degenerativi

E’ dal 1972 che stato dimostrato.che il moderato consumo di vino rosso riduce fortemente il rischio di infarto e di problemi cardiovascolari in confronto a situazioni in cui non se fa uso. (il famoso paradosso francese)

La spiegazione sta proprio nel fatto che la ossidazione di Lipoproteine di bassa densità (LDL) è risultata esser inibita in vitro dall’addizione di vino rosso

Di fatto il Tannat presenta una concentrazione in polifenoli piu’ elevata rispetto agli altri due rossi diffusi nel Paese( 1730 mg/l contro 1360 del Cabernet Sauvignon e 1375 del Merlot) I flavanoidi rappresentano nei primi due lo “zoccolo duro” tra i benefici polifenoli riconosciuti, mentre il Merlot, apparentemente superiore al Cabernet Sauvignon in questi preziosi componenti, dimostra un maggior disordine componentistico a seconda dei varietali osservati e la media lo porta al 3° posto.

Alta la concentrazione anche di polifenoli non flavanoidi, ma ugualmente attivi e scientificamente riconosciuti per la loro benefica attività, quali il famoso Resveratrolo e l’acido gallico.

Attività “medicinale” di fascia superiore analoga al Tannat è scientificamente riconosciuta in alcuni vini del Sud-Ovest della Francia; in Italia si difende bene la provincia di Nuoro

 

                    Ringraziamenti per le visite e il materiale fornito

  • Daniel Pisano
  • Hector Augusto Tricotti, esimio professore all’Università di Montevideo, che da troppi anni mi sopporta sul lavoro
  • Juan Carlos Olascoaga, una di quelle rare persone nella vita che incontri ogni 7-8 anni e con cui riprendi a parlare di cose come se le avesse lasciate in sospeso una settimana prima. 

   

 
Lacrima di Morro d'Alba PDF Stampa E-mail

 

Mancinelli 

Coup de coeur:

 

 

 

 Lacrima di Morro D’ALBA

 

 

Dell’ Azienda Stefano Mancinelli

 

 

 

“Una pepita dalle Marche raccontata dalla passione del suo principale interprete
ospite a Biella..”

 

Questa è la prima proposta 2010 che avete trovato sul magazine AIS appena ricevuto.

La nostra penisola ha un così ricco numero di varietà di vitigni da renderci unici nel mondo.

Era nostra intenzione preporvi qualcosa di particolare, di non internazionale, così…..

per fortuna, l’idea si è trasformata in realtà, quando abbiamo la conferma della sua disponibilità a venire a Biella da Morro d Alba (AN). Nooo! Non sarà il famoso attore che in questi giorni appare in televisione per pubblicizzare le Marche ma il suo alter ego:

Sig. Stefano Mancinelli.

 

Questa degustazione imperdibile, diventa attrazione per essere una delle rare occasioni dove vivere un’accurata esperienza sui vini di questa piccola zona marchigiana.

 

Vi saranno serviti i vini dell’azienda unitamente, su proposta del produttore, ad un salume e ad un formaggio tipici prodotti in località adiacenti alla zona di Morro d Alba.

 

I vini in degustazione saranno:

-     Sensazioni di Frutto 2008
-     S. Maria del Fiore 2008
-     Lacrima Superiore 2007
-     Terre dei Goti  2003
-     Re Sole 2005

 

 

 

Mise en place e Bon ton

 

“Per un incontro amoroso ci si prepara, ci si abbiglia, ci
si profuma.  Allo stesso modo, per degustare una grande bottiglia bisogna celebrare
la promessa di un piacere… la mise en place “

 

La nostra passione o lavoro per vino e cibo si celebra intorno ad un tavolo. Tutto può essere reso ancora

 più gradevole con la classe e le buone maniere. Quindi in questa stessa occasione, come preludio alla serata con Mancinelli, Vi regaliamo 30 minuti d un bellissimo approfondimento su

L’allestimento della tavola, sul comportamento, sull’accoglienza e quantaltro.  Fatene tesoro.

Sarà la Prof Violino della Scuola Alberghiera di Cavaglià a svolgere l’argomento.

 

L’appuntamento è per le ore 21.00 di giovedì 18 febbraio 2010.

Il costo della degustazione è di Euro 20,00 per persona

 

Gradita la divisa di rappresentanza per i Sommeliers.

 

Sono disponibili 50 posti e Vi preghiamo di dare la Vostra adesione entro il 13 febbraio 10 telefonando alle seguenti persone :

 

Aquili Claudio             015  98 11 74

Torrione Dario           015 253 80 28

 

Gandini Luciano           335  6017641

Paolo Vezzù                 346  7531548

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